
Libri abbandonati (poverini poverini)
Oh quanti libri ho abbandonato negli anni, e quanto gusto ho provato nel farlo!
E' bello e liberatorio chiudere un libro che non ci piace, ci si sente onnipotenti nel momento in cui decidiamo che per noi Tolstoj era davvero noioso o che Heinrich Böll era troppo frignone.
Poi, ovviamente, ci si pente e vergogna di aver pensato queste cose, e ci guardiamo bene dal farne partecipi gli amici, se non in modo vago e stemperato.
Orsù, non siamo più a scuola, possiamo leggere quel che ci pare e più ci aggrada e cestinare capolavori e mostri sacri; certo bisognerebbe resistere un poco prima di mollare, ma se proprio non va, non va, e non è detto che un domani ciò che ci schifava oggi non ci piaccia assai.
Tale abbandono del libro da parte del lettore è un diritto sostenuto anche da Pennac nel suo Come un romanzo, libro che non ho letto ma che ora che ci penso sarebbe stato bello aver mollato lì a metà, in onore all'autore.
Ora, senza indugi e senza vergogna, cerco di ricordarmi alcuni libri da me non terminati, aggiungendo una sintetica giustificazione per l'orrendo crimine:
Robert Musil, L'uomo senza qualità
pesantissimo e per me impossibile l'immedesimazione
Henry Miller, Tropico del cancro
merda, merda, piscio, vomito, vomito... 2 maròn
Elias Canetti, Autodafè o La lingua salvata (1 dei 2)
Canetti era troppo secchione compiaciuto, non lo reggevo
Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano
emh... era scritto troppo in piccolo, capita anche quello
Dan Brown, Il Codice da Vinci
sembrava Il pendolo di Focault... for dummies
Arrabbiati?
Non condividete?
E' ovvio e giusto.
E voi? E voi?
Quanti libri abbandonati avete sulla coscienza?
Dai, fate outing...
Bingo!
Dopo faticosa ricerca, trovata al fine la foto citata nei commenti.

Holland House, London, bombed in July 1940.