La televisione a colori compie 30 anni
(parliamo di cose serie)
Proprio l'altra sera, a cena a casa di amici, si parlava della televisione in bianco e nero e della televisione a colori.
Io mi ricordo quando arrivò il colore: era in concomitanza con Goldrake e io andavo a vederlo a casa di un amico ricco con già il tivvuacolori e pure il telecomando.
Eggià, perchè oltre ai colori arrivò pure il telecomando; oddio, quando i canali erano pochi e la pubblicità relegata al Carosello non era un gran problema, ma con la nascita delle reti commerciali il telecomando diventava necessario, e in sua mancanza le risse per decidere a chi toccava andare a cambiare diventavano sempre più frequenti.
Mi ricordo anche di un gadget commovente, da veri anni di piombo: per le famiglie che non potevano comprarsi il televisore a colori veniva proposta una sorta di pellicola di plastica a strati colorati, da applicarsi sullo schermo.
In alto era colorata di blu, al centro di marrone rosso, e in basso di verde: in questo modo anche il povero cinno con le pezze al culo poteva godere del privilegio cromatico sulla sua televisione!
Ieri sera poi stavo sparecchiando e mi è capitato di ascoltare una brevissima trasmissione sull'avvento del colore, con Piero Angela Enzo Arbore e Rosanna Vaudetti come ospiti.
Pare che in Italia ci sia stato un ritardo enorme rispetto agli Stati Uniti, dove la tv a colori era già diffusa da metà degli anni 50, e le motivazioni sono state varie: tecniche (Pal o Seca) ma anche politiche.
Ad esempio La Malfa era fortemente contrario, per paura di un indebitamento dei lavoratori italiani per l'acquisto dei costosissimi televisori a colori, e pare che anche diversi dirigenti del Pci considerassero secondario ed errato tale servizio e non necessario nella dinamica dello sviluppo sociale dei lavoratori.
Pesissimo
Il rapimento Moro però me lo ricordo in bianco e nero...