L'invasione degli animali extracomunitari
Il clima cambia, i rapporti internazionali e i trasporti son sempre più frequenti, e sempre più specie di animali esotici si stanziano in Italia (e in Europa) trovandosi pure bene.
Il brutto è che spesso non hanno nemici naturali, e quindi riescono ad alterare l'ecosistema facendo piazza pulita di prede e razze concorrenti.
In Australia da sempre sono attentissimi ad ogni specie animale o vegetale introdotta dall'esterno: 13 conigli introdotti nel 1859, in mancanza di nemici naturali locali, sono diventati un miliardo nel 1950.
(Oggi il problema maggiore sembrano essere volpi e gatti selvatici).
Anche in Italia, seppur in piccolo, capita di sentire o leggere di queste invasioni quasi ogni settimana, e alcune sono diventate dei miti metropolitani.
Parlo del Pesce siluro, pesciazzo dell'Europa dell'est che ha colonizzato fiumi e laghi nostrani. La leggenda vuole che nell'apparato digerente di alcuni esemplari siano stati trovati resti umani. E' ovviamente una bufala, ma è invece vero che pochi anni fa fu pescato un esemplare di oltre un quintale nel milanese.
Altro esempio sono i gamberoni cinesi che ormai spadroneggiano nei fiumi e canali del nord (non ho ben capito, poi, se i gamberoni si mangiano le uova dei siluri, o se i siluri si mangiano i gamberoni)
Nel piccolo ecosistema bolognese mi vengono in mente le tartarughe liberate negli anni nel laghetto dei Giardini Margherita: col tempo si moltiplicarono e cominciarono a mangiarsi le zampotte delle paperelle.
Al telegiornale ieri invece parlavano di queste alghe tropicali,e del conseguente divieto di balneazione nel Genovese, ma si parla spesso anche di avvistamenti nei nostri mari di pescespada marlin (quello di Hemingway), di squali bianchi, tigre e pesci martello.
E se i pesci proprio non vi interessano, direi che la bestia esotica più invadente e invasiva degli ultimi 4/5 anni è sicuramente la zanzara tigre africana che ti punge al mattino e al tramonto, la zoccola.
Altro insetto che pare abbia invaso le nostre coste è la formica argentina, più aggressiva e organizzata delle specie nostrane, e soprattutto indigesta per le lucertole.
Pare che una sua cugina brasiliana, la formica di fuoco, abbia colonizzato ormai diversi stati del sud degli Stati Uniti seminando il panico fra gli agricoltori, essendo in grado di pungere e a volte di produrre anche shock anafilattico.
E per i più golosi, di recente ha fatto la comparsa in Italia anche la nutria, una specie di topone gigante-castoro insediatosi in habitat locali umidi e ormai diffusissimo in Friuli Venezia Giulia, nel Lazio e a Roma (si ciba anche di uova di uccelli e ha la particolarità di scavare gallerie negli argini, mettendone in pericolo addirittura la stabilità) .
Infine si sta avvicinando anche lo scoiattolo grigio, una specie nordamericana molto graziosa, importato in Inghilterra per adornare giardini e parchi (è quello che zampetta a Central Park), ma che in brevissimo tempo ha conquistato i boschi, soppiantando la specie autoctona, lo scoiattolo rosso. Già qualche esemplare è stato avvistato in Italia e se non verrà controllato, rischia di eliminare il "nostro" scoiattolo.
Bòn, per il momento è tutto, vado a liberare una pantera nera sui colli.
A presto